Laura Polverelli

mezzo-soprano


 

2016 - Norma - Teatro San Carlo - Napoli

La Norma di Bellini infiamma il San Carlo fra il nuovo allestimento firmato dalla triade Amato-Frigerio-Squarciapino e le vette toccate da un cast di puro "belcanto". Trionfo per i protagonisti Mariella Devia, Stefan Pop, Laura Polverelli, Carlo Colombara e per il grande Maestro Nello Santi.

ex La quinta giusta, see full article: 

 

OperaClick, full article

 

La Cooltura, full article

 

Full article in Cittanuova

 




2015 - Cosi fan tutte - Padova

Cosi Fan Tutte - Mozart
Padova - 24 July 2015

In Operaclick.com - by Allessandro Cammarano 

"Laura Polverelli, impeccabile come d’abitudine, disegna una Dorabella esemplare per fraseggio e fluidità della linea di canto, oltreché accattivante nella recitazione."




2015 - Orfeo ed Euridice in Trieste

Rino Alessi sull'Opera di Aprile 2015 scrive:
Trieste. direzione , regia e l'ottimo Orfeo di Laura Polverelli guidano il pubblico alla riscoperta del capolavoro di Gluck.
Al suo debutto nel ruolo Laura Polverelli é un eccellente Orfeo, concentrata, intensa e padrona della parola scenica .L'artista senese, che ha notevole dimestichezza con i ruoli en travesti, riesce, pur non essendo un vero  e proprio contralto,a sfoggiare il timbro vellutato della sua voce e dona la purezza del suo legato al celebre lamento del terzo atto....Successo vivo per tutti , specie per la Polverelli e il maestro Bressan.



2015 - Orfeo ed Euridice

Orfeo ed Euridice conquista Trieste - ex Giornale dello Spettacolo

Successo di pubblico per il capolavoro di Christoph Willibald Gluck, riproposto al Verdi di Trieste: il maestro Bressan su podio, la regia è stata curata da Giulio Ciabatti.Grande successo di pubblico per "Orfeo ed Euridice", capolavoro di Christoph Willibald Gluck, andato in scena ieri sera, 5 marzo 2015, al Teatro Verdi di Trieste dopo vent'anni di assenza, nell'allestimento creato dai laboratori della Fondazione lirica triestina, per la regia di Giulio Ciabatti. 

Il regista ha riproposto l'opera con atmosfere più intimistiche in cui la protagonista è diventata l'attesa, l'attimo del trapasso, il guado del tempo e della morte. «E l'attraversare il guado, volgendosi indietro, penetrare la sofferenza, l'angoscia che soffoca ogni filo di speranza - haspiegato Ciabatti - significa tradire l'attesa, perchè soddisfarla e cancellarla comporta il perdere ogni senso dell'esistere. Non esiste il futuro. Esiste solo il presente del futuro che si chiama attesa». 

L'orchestra è stata diretta dal maestro Filippo Maria Bressan, mentre la protagonista è stata Laura Polverelli, che ha regalato agli spettatori un Orfeo impeccabile nelle arie, quanto nei recitativi. Ad affiancare la Polverelli, Cinzia Forte nei panni di un'Euridice sensuale e precisa. Orfeo ed Euridice rimarrà in scena al Verdi di Trieste fino al 15 marzo 2015.
Grande successo di pubblico per "Orfeo ed Euridice", capolavoro di Christoph Willibald Gluck, andato in scena ieri sera, 5 marzo 2015, al Teatro Verdi di Trieste dopo vent'anni di assenza, nell'allestimento creato dai laboratori della Fondazione lirica triestina, per la regia di Giulio Ciabatti. 

Il regista ha riproposto l'opera con atmosfere più intimistiche in cui la protagonista è diventata l'attesa, l'attimo del trapasso, il guado del tempo e della morte. «E l'attraversare il guado, volgendosi indietro, penetrare la sofferenza, l'angoscia che soffoca ogni filo di speranza - haspiegato Ciabatti - significa tradire l'attesa, perchè soddisfarla e cancellarla comporta il perdere ogni senso dell'esistere. Non esiste il futuro. Esiste solo il presente del futuro che si chiama attesa». 

L'orchestra è stata diretta dal maestro Filippo Maria Bressan, mentre la protagonista è stata Laura Polverelli, che ha regalato agli spettatori un Orfeo impeccabile nelle arie, quanto nei recitativi. Ad affiancare la Polverelli, Cinzia Forte nei panni di un'Euridice sensuale e precisa. 

 

Repubblica - Angelo Foletto

Pochi capitoli di storia della musica sono chiari come quello della « riforma » melodrammatica di Gluck & soci, dopo aver ascoltato Orfeo e Euridice nella versione originale viennese. Senza un nota compiacente, senza una divagazione o un disimpegno narrativo, l'antico mito lievita nel canto dei quattro protagonisti, coro e tre voci. Orfeo tormentato e deciso era Laura Polverelli, incapace di resistere ai richiamo nuziale della seducente Cinzia Forte...




2014 - Dido and Aeneas - Mito Festival

Review in "l'Ape musicale" by Francesco Lora - September 2014




2014 - Tebaldo e Isolina

Rossini Festival in Bad Wildbad

Forum Opera - Maurice Salles

http://www.forumopera.com/tebaldo-e-isolina-bad-wildbad-excitante-redecouverte




Jesi, La Salustia di Pergolesi

...grandissima attrice cantante come sempre Laura Polverelli in Giulia che, sfoderata tutta la sua gamma di colori per un ruolo che anticipa le grandi figure femminili negative dell’opera successiva (Regina della Notte, Lady Macbeth), ha connotato anche le colorature di toni lividi ed alteri

 

Andrea Zepponi in GBopera

 

Miracle à Jesi

.....Dans le rôle de Giulia, mère abusive et femme frustrée prête à tout pour parvenir à ses fins, Laura Polverelli est féline et brutale à souhait ; vocalement très en forme elle brule les planches et donne à son personnage une force qui subjugue.

 

Maurice Salles in Forumopera.

 

... Laura Polverelli conferma la bontà della tecnica e dello stile e si dimostra ancora una volta elemento indispensabile alla riuscita di questo genere di operazione e alla messa in rilievo del belcanto settecentesco

 

Giancarlo Landini in Opera - Novembre 2013, crittica del DVD.




2013 - Gounod - La Colombe

Una colomba per dolce Opéra comique di brillante eleganza alla Chigiana La Settimana Musicale senese sceglie di mettere in scena lo spettacolo di Charles Gounod del 1860 mai rappresentato in Italia

di Luca Del Fra

 

Molto naso e, sotto, molta puzza in quel della Settimana Musicale Senese, piccola e preziosa rassegna estiva organizzata dall' Accademia Chigiana, dove è andato in scena La colombe, opéra comique di Charles Gounod, titolo che definire ricercato è un pallido eufemismo. D'altronde quest'anno era d'obbligo passare da queste parti considerando che il principale finanziatore privato si fa per dire della manifestazione è quella Fondazione Monte de' Paschi ora in gran tempesta, ma che comunque non demorde e continua a curare il suo piccolo gioiello musicale, cosa questa che pure potrebbe servire da esempio. Poi, come al solito, alla Chigiana ci mettono del loro e presentano una versione de La Colombe dove i recitativi, in origine solo parlati, sono musicati da Francis Poulenc: una commissione di Sergej Djagilev per le stagioni dei Ballet Russe a Montecarlo negli anni %%20. Insomma una vera curiosità, probabilmente mai eseguita in Italia prima: d'altra parte La Colombe risale al 1860 e vi si irridono con crudele delicatezza i languori amorosi della borghesia comprese le sue manie per la cucina, la moda e il vino: con un ricco che si è spiantato per amore di una insensibile giovinetta, e due camerieri che diresti amanti della letteratura teatrale d'un secolo prima tanto ricordano i servi astuti della commedia del Settecento. Lo spettacolo di Denis Krief, regia, scene, luci e costumi, è ben fatto per la sua misura teatrale, a partire dalle scenografie belle, minimaliste e funzionali nel rievocare un Settecento libresco non affidandosi a pesanti costruzioni ma a immagini su velatini. Misurata e puntuale la recitazione che quando il libretto, un po' d'antan, scivola nella calligrafia e si lascia andare all'ironia venandola di grottesco riequilibrando così le cose: ne sorte uno spettacolo di brillante eleganza, come di rado capita di vedere. Merito anche degli interpreti, molto affiatati, tra cui, nel ruolo en travesti di Mazet, spicca Laura Polverelli grazie a un canto bellissimo e soprattutto a una energia scenica davvero invidiabile. Accanto a lei i bravi Laura Giordano, Sylvie, e Juan Francisco Gatell, Horace, e il simpatico caratterista Filippo Polinelli, Maître Jean se proprio tocca fare un appunto, forse la pronuncia francese non era sempre impeccabile. E sarebbe ingiusto non notare in tutti loro una accortezza stilistica, cioè un certo gusto per il belcantismo di ascendenza rossiniana, che era tipico della musica francese ancora nella seconda metà dell'Ottocento. Ecco allora il sacrificio de La Colombe, l'amatissima colomba del povero innamorato Horace, suo ultimo avere fatto cucinare per cena in modo da accogliere degnamente l'amata Sylvie, che di fronte al gesto finalmente cede. Tranquilli: subito si scopre che il pennuto è salvo, e in scena ha le fogge della colomba della pace di Picasso, unico cedimento alla attualità forse per ricordarci quanto siamo pronti a cedere, perfino i nostri sogni, di fronte alla stretta dell'economia. Come una volta accadeva anche gli spettacoli di raffinato intrattenimento potevano celare oscuri simboli, e certo questa opera è un coloratissimo sbuffo di cipria del Secondo Impero di quel Napoleone III, antidemocratico in politica e ultraliberista in economia, che oggi potrebbe apparire perfino à la page. Certo tonica è apparsa l' Orchestra Regionale della Toscana diretta da Philipp von Steinaeker, concertazione forse non sublime ma pulita, efficace e in tono con quanto si vedeva sulla scena, soprattutto nella sintonia con i colori e i ritmi non solo dell'opera di Gounod ma anche dello spettacolo.

15 July 2013pubblicato nell'edizione Nazionale (pagina 18) nella sezione "Speciali"

 

...................

 

http://www.ilcorrieremusicale.it/2013/07/21/gounod-e-handel-rarita-allaccademia-chigiana/

 




2013 - La clemenza di Tito - Sesto

Laura Polverelli s’impone per l’uguaglianza dell’emissione in tutti I registri, per lo stile raffinato, per la musicalità. Tutte doti che conoscevamo e apprezzavamo in lei da tempo, ma che sono state magnificamente confermate in questo autentico “ tour de force” mezzosopranile che è il personaggio di Sesto.

 

Review by Rino Alessi in L'Opera - Maggio 2013

 

..................................................................

 

...Laura Polverelli ha reso tutte le sfaccettature del complesso carattere di Sesto: amante, amico, traditore pentito con una linea di canto variegata ed eloquente, bellamente brunita nel colore, poggiata su una tecnica formidabile, con una luminosa varietà d’accenti che raggiunge il culmine nel celebre, trasognato rondò «Deh per questo istante solo» e fa mostra d’iridescenti colorature nelle voluttuose sestine di «Parto, ma tu ben mio», concitato palpitare di un cuore disperato e nobile....


Review by Gilberto Mion in Teatro.org

 

 




Curriculum Vitae 2012

Curriculum Vitae in English

 

Curriculum Vitae in Italiano




2012 - Milano - Concerto da Camera con Trio Albrizzi

Renzo Bellardone, on this blog: una voce poco fa

Trio Albrizzi:
Giulio Giannelli Visconti flauto,
Giuseppe Barutti  violoncello,

Elisabetta Bocchese  pianoforte 




Stabat Mater Rossini - Trieste 2012

Review in GBOpera, by Corrado Canulli




Cosi fan tutte in Torino - 2012

Laura Polverelli è una Dorabella ben cantata e scatenata sul fronte interpretativo. La voce di autentico mezzosoprano ha un timbro molto personale e non privo di attrattive, la linea di canto è molto curata ...Sul versante interpretativo la vitalità quasi dionisiaca della sua Dorabella rappresenta un perfetto contraltare alla pacata dolcezza della Fordiligi della Remigio...

In operaclick  - Giordano Cavagnino.




Anna Bolena in Trieste 2012

Finalmente è cominciata la stagione operistica del Teatro Verdi di Trieste con l'esordio in tempi moderni dell'Anna Bolena di Gaetano Donizetti.
L'allestimento, affidato alla regia di Graham Vick, è coprodotto dal teatro triestino e sarebbe dovuto apparire già nelle scorse stagioni, ma contingenze sfavorevoli ne hanno procrastinato il debutto sino a stasera.
Per dovere di cronaca - e soprattutto perché calamitosi per gli esiti della serata - segnalo che ci sono stati alcuni cambiamenti nella compagnia artistica annunciata durante la conferenza stampa di qualche mese fa. Al direttore Bruno Campanella è subentrato Boris Brott, al mezzosoprano Tiziana Carraro la collega Laura Polverelli e praticamente all'ultimo minuto anche il tenore Celso Albelo ha dato forfait, sostituito dal giovane Albert Casals.
Lo spettacolo di Vick, qui ripreso da Stefano Trespidi, trasmette un senso di eleganza formale, merito della scenografia piuttosto indovinata, ma è terribilmente statico anche a volerne considerare l'ispirazione pittorica.
Il Coro è sempre schierato ai lati del palcoscenico e fa da testimone alle vicende dei personaggi principali che peraltro, con l'eccezione di un paio di scene, si limitano a cantare al proscenio con la gestualità tipica e stucchevole dello stereotipo del cantante lirico. I costumi d'epoca sono ben realizzati, con qualche contrasto di colore di troppo, in particolare per ciò che riguarda Enrico VIII.
Nel complesso i momenti più riusciti mi sono sembrati la scena della caccia, il duetto tra Anna e Seymour nel secondo atto e il finale.
Molto deludente è risultata la direzione del M° Boris Brott - alla guida di una discreta Orchestra del Verdi - che si è limitato a un accompagnamento molle e anonimo, privo di nerbo, che ha appiattito ogni dinamica di una partitura che è invece ricchissima di suggestioni. Paradigmatica, da questo punto di vista, la concertazione nelle due ultime scene, forse i momenti più alti dell'opera, in cui non si sono sentiti né la malinconia straziante (Al dolce guidami) né l'impeto orgoglioso (Coppia iniqua) della protagonista. Assai altalenante, a voler essere generosi, l'intesa tra buca e palcoscenico, particolarmente nei concertati.
A maggior ragione acquista ancora più rilievo la prova di Mariella Devia, che seppure mi sia parsa cauta per tutto il primo atto, ha comunque brillato per incisività di fraseggio, gusto interpretativo, sobrietà e recitazione intelligente.
Dal punto di vista vocale il soprano dà il meglio nella lunga scena finale, ma ha convinto anche per l'accento appropriato nell'arco di tutta l'opera. Encomiabili una volta di più l'intonazione sempre adamantina e la tecnica di respirazione, che le consente di legare acuti e sovracuti con una facilità disarmante. Non mi sentirei di affermare però che Anna Bolena sia il suo personaggio più riuscito, perché il temperamento da tragédienne non rientra tra le innumerevoli qualità dell'artista.
Ha ben figurato anche Laura Polverelli nella parte di Giovanna Seymour, nonostante qualche acuto nel secondo atto sia sembrato ghermito. Il mezzosoprano è inoltre sempre stata misurata nell'accento, risolvendo con la civiltà del canto anche i momenti che si presentano più concitati dal punto di vista emozionale.

Teatro tutt'altro che esaurito e inoltre parte del pubblico è andato a casa già dopo il primo atto.
Alla fine applausi meritati per Mariella Devia e Laura Polverelli, contestazioni sonore e altrettanto meritate per Alberto Casals, Luiz-Ottavio Faria e Boris Brott, consenso di cortesia per il resto della compagnia artistica.

in Operaclick Paolo Bullo 

 

Read in GB Opera

a complete report from Corrado Canulli

 

Il MESSAGGERO del 19/01/2012

Laura Polverelli,già più volte applaudita,si fa ammirare per il suo canto ardente e timbrato,cogliendo le ambigue sfumature psicologiche di Jane Seymour, tra ambizione e rimorso.(Danilo Soli)

IL GAZZETTINO  del 20/01/2012
Difende la propria regalità l'usurpatrice dello scettro Seymour,interpretata da Laura Polverelli in ottima forma , di vocalità consistente e agile , attentissima alle sfumature.(Dejan Bozovic).



Bologna - Il maestro di musica & Il Don Chisciotte - Padre Martini

TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA - 22 OTTOBRE 2011 - Renzo Bellardone inUnaVocePocoFa.
'Il maestro di musica' e 'Il Don Chisciotte' Intermezzi di Padre Giovanni Battista Martini.
ACCADEMIA DEGLI ASTRUSIDirettore Federico Ferri. Laura Polverelli - Olimpino/Nerina. Aldo Caputo - Tamburlano/Don Chisciotte.Matteo Belli - Sancho Panza. Regia - Gabriele Marchesini. Scene - da bozzetti di Dario Fo. Aiuto scenografo - Stefano Iannetta. Luci - Daniele Naldi. L'Accademia degli Astrusi' prende gusto alle Prime Assolute.

Ammirato da Mozart e formatore del maestro di musica di Gioacchino Rossini, Padre Giovanni Battista Martini (Bologna 1706-1784) dell'ordine dei Frati Minori Conventuali, ha lasciato un patrimonio inestimabile di libri, manoscritti e partiture ora patrimonio del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna. Seppur le sue composizioni siano state apprezzate sia durante la sua vita che a posteriori, la loro attuale riscoperta e valorizzazione è dovuta al minuzioso lavoro dell'Accademia degli Astrusi tramite il suo direttore Federico Ferri che, scoperti anche degli inediti, dal 2009 ha creato il 'Festival Martini' con concerti nei luoghi simbolo di Bologna, città natale del compositore. Nella serata del 22 ottobre al Comunale di Bologna vengono presentati in prima assoluta per l'epoca moderna (come pure in prima assoluta sono le incisioni di altri brani di Padre Martini), i due intermezzi 'Il Maestro di musica' ed a seguire 'Il Don Chisciottte'nell'edizione critica di Daniele Proni e Federico Ferri anche direttore che con direzione attenta e puntuale -esplicito frutto di ricerca e studio- conduce l'orchestra con gesto ampio e vigorosamente descrittivo, con molta attenzione anche per il palcoscenico. Il primo intermezzo si presenta come un cammeo incastonato come una pietra preziosa; musica molto leggiadra è ben interpretata sia attorialmente che vocalmente da una mai deludente Laura Polverelli -Olimpino' ovvero lo studente di musica e da Aldo Caputo -Tamburlano- ovvero il maestro di musica. Polverelli riesce a modulare anche suoni del tutto inconsueti che accentuano il divertente dell'intermezzo e Caputo non certamente da meno emette con sicurezza e tiene la scena con padronanza. Canto talvolta impervio e di non immediata lettura è stato reso con virtuosistica piacevolezza. E' un piacere assistere ad una Prima che può configurarsi in una prima assoluta ed ancor più piacevole sentirla eseguita da un'orchestra sempre più affermata nel repertorio.Decisamente gradevole e coinvolgente in un divertissement raffinato con buone voci e bei suoni 'Il Don Chisciotte' si avvale per le scenografie di bozzetti all'uopo creati dal premio Nobel Dario Fo che tratteggiati in azzurro/grigio ben si stagliano sullo sfondo aranciato creato con le luci di Daniele Naldi. Ancora Laura Polverelli nella frizzante interpretazione della femminilmente astuta Nerina ed Aldo Caputo, un timoroso Don Chisciotte manovrato da un grottesco, ma scaltro Sancho Panza interpretato dal mimo Matteo Belli che chiuderà l'intermezzo stando sopra ai due personaggi a guisa di burattinaio che gestisce i suoi fantocci. Questo intermezzo potrebbe anche essere considerata una vera e propria 'operina' che grazie alla clownesca regia di Gabriele Marchesini ed alle scene di Stefano Iannetta strappa più di un divertito sorriso.....il cavallo è una semplice sella sopra ad un'altalena, ma Nerina cavalca un cavalluccio a dondolo...e modificherà il costume a scena aperta acquisendo in quel momento magiche facoltà .... che scaturiranno in veste di polverina dalla sua bacchetta magica..  Si sa che Padre Martini era ghiotto di cioccolato e ne sia lodato il cielo, avendo trasmesso nella sua musica tutta l'euforia ricavata da esso e scherzosamente si potrebbe pensare che prima della performance anche Federico Ferri, Laura Polverelli, Aldo Caputo eMatteo Belli ne abbiano anche loro abusato, considerata la vivacità interpretativa nei singoli ruoli.
La Musica vince sempre.



Cenerentola in Bologna -13 June 2011

In Il Giornale di Vicenza - 13.06.2011 - Critic by Cesare Galla   

 

A Bologna il capolavoro comico di Rossini con molti eccellenti cantanti di casa nostra. Regia di Daniele Abbado, "beccato" dal pubblico.    

Cenerentola all'italiana, trionfo del belcanto  

Polverelli splendida protagonista Brillantissimo il direttore Mariotti     

Una Cenerentola giovane e quasi tutta italiana non è frequente a oggi nei teatri' della penisola, un po' per l'oggettiva difficoltà nel trovare voci di casa nostra adeguate alla temibile sfida, un po' per certe vecchie abitudini che faticano a scomparire, anche se la crisi non lascia alternative. A maggior ragione, allora, appare raccomandabile l'iniziativa del Comunale di Bologna, che alle soglie dell'estate chiude una stagione di molte angustie proponendo il capolavoro comico di Rossini in una versione "nazionale" di assoluto rilievo musicale, per molti aspetti il meglio che in questo campo si possa oggi trovare. E pazienza se lo spettacolo -peraltro anch'esso tutto italiano -lascia qualche dubbio nella sua voluta ma irrisolta astrattezza, troppo speziata di psicologia e non abbastanza della brillantezza giocosa che invece scorre libera e avvincente fra orchestra e voci. Sul podio c'è il direttore musicale del Comunale bolognese, Michele Mariotti, la cui già robusta carriera è ben motivata dalla solidità del talento e dalla serietà del lavoro. Fin dalla Sinfonia il giusto approccio interpretativo emerge nella minuziosa definizione dei dettagli timbrici, gustosi come poche altre volte nella schiettezza del fraseggio e nella estroversa ricchezza delle dinamiche, che regalano al "crescendo" una naturalezza quasi fisiologica. Ha poco più di 30 anni, Mariotti, e l'esperienza gli regalerà presto un'ancora maggiore attenzione agli equilibri complessivi fra orchestra e scena, ma se la concertazione è ancora qua e là da rifinire, ciò accade forse anche per la vera e propria voluttà della brillantezza da cui la bacchetta marchigiana si direbbe quasi posseduta. La sua Cenerentola si dip ana con tempi incalzanti, nitidissimi e curati, ma non trascura né le parentesi sentimentali, morbide e sognanti come si conviene, né soprattutto il senso di smarrimento che di quando in quando coglie tutti i personaggi della girandola fiabesca, disinnescandone il moralismo e riconducendola dal piano della pura invenzione a un'umanità più vera ed evidente. Una scelta di stile che non banalizza mai il comico rossiniano e re-' gala al suo ben oliato meccanismo sottigliezze rivelatrici. Compagnia di rilievo, si diceva. Vi domina l'intelligenza musicale e la squisita tecnica belcantistica di Laura Polverelli, che ha colore vocale seducente e duttilmente aderente alla linea di canto, e ne mantiene l'eleganza in ogni passaggio di virtuosismo, scalando con sicurezza l'ardua partitura fino al Rondò conclusivo, risolto in agilità, precisione e plastica ricchezza di coloratura.... 




Cenerentola in Bologna -10 June 2011

In teatro.org, critic from Francesco Rapaccioni, 

Laura Polverelli è una Angelina (detta Cenerentola) dal fisico minuto e dall'aspetto dimesso: commovente quando all'inizio è accovacciata sulla sedia di formica, sognando ad occhi aperti come la Fiammiferaia di Kaurismaki; elegante e raffinata nel palazzo del principe, torna poi alla sua solitudine, da cui non la sottraggono l'amore di Ramiro ed il perdono ai familiari; vocalmente ha colorato le frasi musicali in modo convincente, affrontando le agilità con precisione e sicurezza e garantendo sempre un'emissione omogenea con solide bruniture nel grave; la cantante dimostra di avere ben compreso la parte anche dal punto di vista attoriale.

 




Anna Bolena in Zurich

5 june 2011, Alejandro Fernández González in GB Opera

 

Laura Polverelli, di figura delicata ed elegante, è stata una Seymour contrassegnata da un’evoluzione scenica molto riuscita. La sua voce è complessivamente adeguata al ruolo alla quale unisce una forte personalità che ha ben giustificato un personale successo da parte del pubblico.

 

Read the full article in:

GBOpera 




Pergolesi in Olimpiade - San Carlo Napoli - Gennaio 2011

Giornale della Musica Pier Paolo De Martino - E' stata una decisione apprezzabile aprire la stagione lirica del San Carlo con l'Olimpiade di Pergolesi, riportando all'attenzione quel fulgido 700 napoletano cui sembra più che mai necessario ricorrere in un momento tanto critico della storia di questo teatro....  



Oltrecultura Dario Ascoli - incantevole nel ruolo en travesti di Licida è stata Laura Polverelli, sonora , agile e seduttiva persino nei panni, simulati, di un eroe dei giochi olimpici. 




Wien Staatsoper: Lucrezia Borgia Konzertante Aufführung

Der Mezzo, den es in so vielen  Opern dieser Art gibt, muss sich hier in einer Hosenrolle verstecken. Die Direktion Meyer präsentierte das Debüt der attraktiven Laura Polverelli, die aus ihrem Maffio Orsini, Gennaros treuem Freund, so viel wie möglich machte, sie hat auch eine Menge Schönes zu singen. Wie sich ihre Bühnenpersönlichkeit entfaltet, wird sie zweifellos bei anderer Gelegenheit zeigen dürfen (wenn sie auch in dieser Spielzeit in keiner anderen Rolle angesetzt ist). 

Der neue Merker - 2.10.2010

 

Vor allem aber war Laura Polverelli für Wien ein Entdeckung. Die Mezzosopranistin, die heuer bei Mutis salzburger Pfingstfestival und auch auf CD schon starken Eindruck machte, war in der Hosenrolle des Orsini intensiv in den Rezitativen, perfekt in den Verzierungen ihrer schwierigen Rolle, als Partnerin ideal, weil musikalisch gleichgestimmt, als Opernfigur effektvoll auch ohne Kostüm, Maske, Dekoration.
Oesterreich - 4.10.2010

 

Hervorragend auch ihre sangherrischen Mitstreiter Laura Polverelli als Orsini mit prachtigem Mezzo.

Salzburger Nachrichten - 4.10.2010

Die italienische Mezzosopranistin Laura Polverelli debütierte als Orsini erfolgreich am haus am Ring.
Wiener Zeitung - 5.10.2010


Mit Fortdauern des Abends steigert sich Laura Polverelli (als Orsini) zu Klangschoner Intensität, die man auch dem Chor nicht absprechen mag.
Standard - 4.10.2010


Laura Polverelli gelingt mit ihrem agilen Mezzo in der Hosenrolle des Maffio Orsini ein eindrucksvolles Debüt an den Wiener Staatsoper.

Kleine Zeitung - 4.10.2010


Der Mezzosopranistin Laura Polverelli hingegen gelang als Maffio Orsini ein famoses Hausdebüt. 

Kurier - 4.10.2010..

 

le Maffio Orsini de Laura Polverelli est une belle surprise. La mezzo-soprano italienne devra encore s'approprier le volume du Staatsoper (elle est parfois couverte lors des ensembles), mais l'intention, et surtout l'engagement, y sont. Après un acte I un peu hésitant, sa voix typée et solaire s'épanouit dans le II et dans un heureux "Il segreto per esser felici"

Forum Opera - Maximilien Hondermarck 




Idomeneo Mozart (Idamante) La Scala

Idomeneo - Festival di Stresa - 2010
L' Idomeneo di Noseda pacato e accurato

Meraviglioso il mozartiano Idomeneo, in forma di concerto (o quasi). Senza scene, senza distrazioni per gli occhi, guidato da Gianandrea Noseda con sensibilità ossequiosa e accuratezza più che con passionalità audace, il capolavoro mozartiano è parso ancora più sublime. Suonato con amore dall' orchestra del festival (peccato l' acustica deprimente del Palazzo dei Congressi di Stresa), era cantato bene da Francesco Meli, Alessandra Marianelli, Francesca Sassu e Alessandro Liberatore; molto bene da Laura Polverelli.

Repubblica - 4.10.2010 - Angelo Foletto

 

Idomeneo - La Scala - 2009 - Luc Bondy


In Lei convivono elegia e sentimentalismo, sconforto e fervore, dolore e speranza conditi da un eroismo meditato e non superficiale. 

Operaclick Ugo Malasoma


Laura Polverelli ha dato voce ad un Idamante volitivo, tenace, esuberante, ma che sapeva toccare nel profondo nei momenti più intimi e patetici.

una voce poco fa  Massimo Viazzo

 

The best on stage was mezzo-soprano Laura Polverelli, a thoughtful Idamente, with good control over her nicely colored voice.

theoperacritic.com - 28.10.2009 - Silvia Luraghi


Idomeneo - Trento e Rovigo - 2004
La migliore in scena è stata Laura Polverelli, un Idamante intenso nella vocalità e stilisticamente irreprensibile.

L'Opera - Novembre 2004


Ecco la bravissima Laura Polverelli che nella perfetta articolazione del timbro disegna un Idamante di nervosa asciuttezza pronto però a scivolare nelle ombre della pietà e dell'umana comprensione.

Resto del Carlino 

 

Idomeneo - Lyon - 2000

... L'étoile de cette production lyonnaise était sans conteste Laura Polverelli (Idamante). La mezzo italienne s'impose, au fil de ses engagements, comme l'un des très grands espoirs du chant pour la décennie à venir: voix très joliment timbrée, registres parfaitement soudés et technique irréprochable, alliant agilité, puissance et justesse. (...)
Opéra International - Janvier 2000 

 




Il Flaminio a Jesi - Festival Pergolesi 2010

Non si sa se ammirare di più le tre stupende arie del protagonista Flaminio o Laura Polverelli, che, non contenta di cantarle alla perfezione, si cala totalmente nel loro struggente e coinvolgente patetismo.

giornaledellamusica  - Mauro Mariani


Jesi, Salisburgo d'Italia - Festival Pergolesi 2010
Laura Polverelli è un Flaminio tormentato e dubbioso, valorizzato dal grande talento della cantante che riesce a cogliere tutte le sfumature del personaggio ed a renderle vocalmente.

Il Flaminio - G. B. Pergolesi / Jesi - Giugno 2010 - Ottavio Dantone
Teatro - Francesco Rapaccioni 




Betulia Liberata - Salzburg 2010

Grande tragédienne, Laura Polverelli nous envoûte littéralement lors de son long récitatif qui ne cesse de moduler : nous voyons l'action se dérouler devant nous comme dans un miroir magique.   

Le timbre riche en harmoniques de la mezzo-soprano Laura Polverelli possède des coloris complémentaires d'ombre et de lumière qui conviennent parfaitement à ce rôle si contrasté. La sûreté de sa technique, son excellente projection et son talent scénique lui permettent d'incarner un personage saisissant de vérité... Après un récitatif eloquent, elle interprète magnifiquement l'air métaphorique à variations multiples « Del pari infeconda », accompagné à l'orchestre par un dramatique ostinato qui met en valeur sa force intérieure. 

N. Jommelli / Salzbourg - Mai 2010 - Riccardo Muti 
Forum Opera  - Elisabeth Bouillon  




Capuleti e Montecchi - Liège - 2010

Romeo intrepido e appassionato del mezzosoprano Laura Polverelli, che, con verità di accenti, dall'ardimentoso esordio approda alla desolazione dell'ultima ora. Le arie solistiche, i duetti e il poderoso concertato si sono giovati di questi interpreti così partecipi ed eloquenti..
bellininews - Fulvio Stefano Lo Presti




Il Barbiere di Siviglia

Strasbourg 2005 La Rosina de Laura Polverelli est convaincante, avec une riche couleur dans tous ses registres, une ligne vocale au dessin élégant et un vrai sens de la comédie.

Les dernières nouvelles d'Alsace - 25.06.2005

 

Napoli 2008 - Arena Flegrea ...brillante e padrona della scena con la grazia e il garbo che il ruolo richiede, Laura Polverelli nelle vesti di Rosina. 
cultura spettacolo - Sergio Palumbo




Anna Bolena in Palermo - 2008

Nei duetti con Giovanna di Seymour, ancella e corretta rivale di Anna, si sentiva prevalere l'intensità vocale mezzosopranile di Laura Polverelli, che calca le scene dagli anni novanta con buon successo nei teatri europei, in un vasto repertorio che comprende Händel, Mozart, Rossini, Bellini, Donizetti, Bizet. Un bel registro vocale il suo, ben esteso in particolare nella tessitura più alta; di ampio volume, di chiaro e sicuro fraseggio, forse con tecnica da affinare un tantino, ma di gran personalità e di sicura disinvoltura interpretativa. Buono l'affiatamento con la signora Devia, derivante da altre recite in diversi teatri. 

 Liricamente.it Gigi Scalici 




La Clemenza di Tito - Stresa 2007

Ed è strepitosa Laura Polverelli: intelligente, espressiva, da lode nelle colorature, che la parte di Sesto detta impervie. 

Corriere della Sera - 2.09.2007 - Enrico Girardi 

 

Il cast vocale rasenta la perfezione, soprattutto per merito del Sesto pieno di temperamento e stilisticamente perfetto di Laura Polverelli. 

Corriere dell'arte - 21.09.2007 - Alessandro Mormile


Laura Polverelli ha strappato gli applausi della platea dopo la virtuosistica aria "Parto, ma tu ben mio" nel i° atto, con una prova maiuscola sia sul piano tecnico sia su quello drammatico, accompagnata dal clarinetto che insieme al corno di bassetto conferisce alla "Clemenza di Tito" un colore particolare, una dolcezza intima e segreta.Sarebbe da citare tutta l'interpretazione della Polverelli, sempre in sintonia con l'orchestra, capace di rendere tutte le sfumature di un personagigo sopraffatto dai sentimenti ed inline ad un lirismo di purissima fattura. 

La Prealpina del Lunedi - 27.08.2007 - Luca Segalia


Chi si aspettava un Sesto afflitto, sconfortato, avvilito, passivo, mero strumento nelle mani di Vitellia, è rimasto forse deluso. Laura Polverelli infatti lo tratteggia con temperamento e personalità . Il suo è un Sesto volitivo e di forte impatt drammatico. ... Ma è soprattutto il pirotecnico finale che le ha procurato l'ovazione interminabile del pubblico. Una gestione perfetta dei fiati le ha permesso di duettare senza problemi con il bravissimo clarinetto solista. Indimenticabile, sia vocalmente che scenicamente, anche il recitativo accompagnato"Oh Dei, che smania è questa" con un Noseda che giganteggia sul podio; L'orchestra ansima, respira affannosa, strappa feroce. Sono solo quattro i recitativi elaborati da Mozart. Un vero peccato...

Operaclick - 26.08.2007 - Massimo Viazzo




Maria Stuarda - Macerata - Arena Sferisterio - 2007

Laura Polverelli è una Elisabetta scenicamente perfetta, complice una incredibile somiglianza con un famoso ritratto della regina eseguito da George Gower; qualche incertezza iniziale nella cabaletta "Ah! Dal cielo discenda un raggio" viene poi riassorbita in un canto sempre spavaldo, sorretto da agilità sicurissime e gravi mai pompati. Davvero una buonissima prova.

OperaclickDomenico Ciccone    




Il Crociato in Egitto - Meyerbeer - La Fenice 2007

Felicia ist eine mezzo-rolle von außerordentlichem Schwierigkeitsgrad. Die international bereits renommierte Laura Polverelli machte einen fulminanten Eindruck mit einer sehr umfangreichen Rolle. Für sie scheint das Schwerste ganz leicht zu sein, so überzeugend erklang es.
Der Neue Merker  - 16.01.2007 - Martin R.Botz     

 

Sa virtuosité belcantiste est connue et sa Felicia se révèle de premier plan, ce n'est pas une surprise. 

Forum Opera - 16.01.2007 - Maurice Salles   

 

Laura Polverelli è stata di sicuro la migliore in campo; la sua Felicia, dopo un inizio un po' guardingo, è risultata credibilissima sia per voce che per interpretazione; avrebbe potuto tranquillamente sostenere il ruolo di Armando, che, crediamo, le avrebbe calzato ancor meglio. A lei un convinto plauso.   

operaclick.com - A. Cammarano 

 

impeccabili belcantiste si sono confermate sia Patrizia Ciofi (l'islamica convertita Palmide: agile e svettante) sia soprattutto Laura Polverelli (la cristiana Felicia), colore seducente, fraseggio raffinato, duttile e preciso. 

Il Giornale di Vicenza - Cesare Gallo     


Magnifiche le due voci femminili, il sensibile e colto soprano di coloritura Patrizia Ciofi e l'ardente, impeccabile contralto Laura Polverelli. 

Il Gazzettino - 16.01.2007 -  M. Messinis    




Carmen 2006

Reconocida intérprete de Mozart y de Rossini, Laura Polverelli mantuvo tambien en Carmen la voz limpida y agil, las notas limpias y perfectas del grave al agudo, la musicalidad impecable, la elegancia estilistica .

Es decir, lleva la opera de Bizet a su autentica naturaleza de opera-comique. 

Opera Actual  -  5 novembre 2006  -  Maura Mariani




Cosi Fan Tutte - Roma Auditorium Santa Cecilia 2006

L'adesione totale di Laura Polverelli, inarrivabile quando in così perfetta forma vocale e fisica. Dorabella avrà quindi voce perfettamente timbrata e dall'intonazione ineccepibile. Sarà il suo canto a definire appoggio per tutti, sarà la sua interpretazione attoriale (dai movimenti, alla gestualità, alla mimica facciale) a misurare il palcoscenico.

Operaclick  -  David Toschi




Don Quichotte - Trieste 2006

L'allestimento triestino del capolavoro massenetiano, troppo poco rappresentato nei nostri teatri, ci ha convinti sia dal punto di vista musicale che da quello più squisitamente visivo.
Federico Tiezzi firma uno spettacolo che si distingue per semplicità e sobrietà, attento a rispettare le intenzioni del compositore, non soverchiando la musica ma anzi integrandosi con essa. ...
I.
Ottima la Dulcinée maliarda e sensualissima di Laura Polverelli, la voce della quale, ci sembra, negli ultimi tempi, aver trovato ulteriore ricchezza di armonici, soprattutto nel registro grave e nei centri, conferendole un fascino ancor maggiore. Di Polverelli, poi, non può essere non sottolineata l'avvenenza, che conferisce ulteriore credibilità al personaggio.
.
Operaclick - Alessandro Cammarano


Operaviva - Sergio Albertini




L'Incoronazione di Poppea - Salamanca 2005

Vuelca las cosas del lado del amor, màs bien del sexo, gracias sobre todo a una Laura Polverelli que es pura dinamita como Poppea

El Pais - 27.07.2005




L'enfant et les sortilèges

Senza dubbio la migliore interpretazione della serata ci è stata offerta da Laura Polverelli. Perfettamente a suo agio nei panni del protagonista, ha confermato le sue doti di cantante e di attrice, dando vita ad un enfant estremamente credibile e completo, sia dal punto di vista scenico che prettamente vocale. Una voce capace di tingersi dei colori della rabbia e del capriccio infantile e, allo stesso tempo, in grado di assumere i toni dolenti ed estremamente lirici del senso di colpa (incantevole l'assolo sottovoce «Toi, le coeur de la rose», in cui il bambino esprime tutto il suo dolore per la perdita della Principessa). Il merito di Yoram David alla direzione d'orchestra è quello di aver saputo amalgamare all'interno di un discorso musicale unitario la frammentarietà degli episodi dell'opera, pur nell'assoluto rispetto dell'intento parodico di Ravel. 

Operaclick 




Cosi fan tutte in Monaco

Si Conferma Bravissima Laura Polverelli una Dorabella davvero charmante, che per stile, eleganza e bel rilievo vocale, ha oggi poche rivali in questo ruolo.

L'Opera - Marzo 2004

L'elemento di punta del cast è la Dorabella di Laura Polverelli gioca le sue carte migliori sugli accenti di un canto mozartianamente ineccepibile, è tra le più complete interpreti odierne di questo ruolo.

L'Opera - Ottobre 2004 




Julio Cesar en Egipto
 Magnífico Tinglado

EMECE

La nueva producción (del Julio Cesar en Egipto por Händel) que ofrece el Teatro Real, en consuno con el Teatro Comunale de Bolonia, constituye, sin duda alguna, una de las cumbres de nuestro coliseo nacional desde su reinauguración, ....
 (... Añádase a tales lujosos mimbres un elenco de voces de primera categoría y tendremos el resultado de un magnífico tingla do escénico que cautiva desde un principio y que no causa tedio en las cuatro horas de asiento.
...El tercero (momento de gran arte) vino con la voz más completa y compensada de todas, en la garganta de la mezzo Laura Polverelli, cuyo rol de Sexto estuvo siempre en la cima, con el impacto de su aria L'angue offeso, preciosa, de verdad. ¡Qué fuerza!
... Otra de las grandes triunfadoras de la representación fue Laura Polverelli, que cantó con una seguridad y un estilo verdaderamente extraordinarios. Su 'Sesto' se paseó con autoridad técnica y riqueza expresiva por el escenario, contribuyendo notoriamente al éxito de la función. (...) 

El Diario Vasco - 10.11.2002 




Di tanti affetti (L'Olimpiade di Pergolesi)

Jesi: momento culminante del Festival Pergolesi Spontini la prima esecuzione moderna filologicamente attendibile de L'Olimpiade
(...) Chi era veramente perfetta era Laura Polverelli (Licida) per la superba padronanza della vocalità e dello stile settecenteschi, che le permetteva di cogliere pienamente e sintetizzare potentemente i diversissimi «affetti» d'un personaggio eroico ma anche protervo, ambiguo, maligno. (...)

L'Opera -  Ottobre 2002




Vivaldi, un rosso di velluto

La rassegna «Contrappunti barocchi» si è conclusa con un raro trittico di cantate del compositore veneziano

Successo per il morbido fraseggio di Laura Polverelli 

 

I barocchi e sofisticati «contrappunti» al Settembre dell'Accademia (alternativa al corposo sinfonismo ottocentesco percorso dal festival) si sono conclusi in Maffeiana con una monografia vivaldiana decisamente rara a sentirsi nelle sale da concerto. Spiccavano infatti al centro della serata tre Cantate per contralto e basso continuo (...). 

 

Poeticamente legate ai temi dell'Arcadia (...), inclini anche a quel patetismo di affetti che consentiva grandi suggestioni di scrittura (...), queste composizioni rappresentano una sorta di sintesi in ambito cameristico della poetica del «belcanto» Sei-Settecentesco, inteso come espressione vocale capace di trascorrere dalle acrobazie più ardue alla più sensibile intensità della linea melodica con suprema eleganza di scrittura, secondo canoni precisi nella definizione degli «abbellimenti». (...) Esse raccontano insomma il trionfo del vocalismo barocco, che prescrive oggi all'interprete non soltanto un'estrema duttilità dei mezzi tecnici, ma anche una consapevolezza stilistica colta e meditata, in grado di cogliere la linea storica che dal madrigale rinascimentale conduce fino a questo genere appartato (oggi) e raffinato.
        Ne ha dato fascinosa prova Laura Polverelli, il giovane contralto protagonista del concerto con gli strumentisti dell'Ensemble L'Astrée. Questa cantante può essere considerata oggi una delle più interessanti belcantiste italiane: il suo timbro è scuro, vellutato, molto composto anche in tessitura grave, ambrato e ricco in quella acuta, che viene raggiunta con grande facilità. I passaggi di registro sono morbidi e progressivi, senza «stacchi» di colore, l'agilità è molto precisa e incisiva, la linea di canto è proposta con accortezza, la poetica degli «affetti» minuziosamente delineata.
   Ecco allora la rarefatta eleganza di fraseggio di «Care selve», ecco l'esuberanza scherzosa di «Alla caccia» (con il basso continuo arricchito da fagotto e chitarra) e soprattutto l'intensità patetica di «Elvira, anima mia», quasi una scena teatrale di abbandono nella quale Polverelli si è proposta con avvincente essenzialità, limpida dimostrazione del canone barocco per il quale il virtuosismo non consiste solo nell'agilità, ma anche nella profondità dell'espressione.
        Il pubblico della Maffeiana ha mostrato di apprezzare molto questa prova di convincente musicalità, salutando con applausi cordialissimi e ripetute chiamate Laura Polverelli. (...) 

L'Arena - 27.09.2002 - Cesare Galla




L’Orfeo Monteverdi (Messagiera) - La Monnaie Brussel 2002

Laura Polverelli's Messaggiera was simply the finest assumption of this central role that I have ever experienced. Noble in bearing and dignified in presence, she has a lovely, warm, shapely mezzo, beautifully even from top to  bottom, wonderful diction and thrillingly confident phrasing, and her bitter lines evoking Silvia's anguish at how she has had to 'pierce the loving heart of Orpheus' represented some of the most purely moving singing I have heard for a very long time. This is a singer of whom I hope to hear a great deal more. 

  In conclusion, perhaps just one brief scene will give some idea of the experience of   this production, and it is the moment when the Messaggiera gives Orfeo the terrible news. Accompanied with wonderful simplicity and economy of gesture, the phrase ' e morta' falls upon the air with devastating force, and Orfeo's reaction is an astounding moment of theatre  -  instead of  whispering his 'Ohimè' and either collapsing in a heap or holding his head in his hands, here his whole upper body seems to crumple  as the word comes from his lips and its import seems to go back into his consciousness, and you are made to see the grief  falling through every part of him; it is a moment of visceral drama which made me gasp aloud, as did the subsequent  highly charged departure from the stage of the Messaggiera, and Orfeo's incredible final posture of deepest sorrow, his entire body  tortuously yet somehow gracefully contorted into an emblem of shattered anguish. Tremendous.     

omh May 2002 - Melanie Eskenazi