Laura Polverelli

mezzo-soprano


 

Propos recueillis par Sylvain Fort de Forum Opera

La Dorabella entendue à l’Accademia Santa Cecilia a confirmé ce que le monde lyrique devrait 

commencer à comprendre : la voix de Laura Polverelli n’est plus celle d’un contralto baroque, mais 

d’une mezzo soprano charnue et ardente. Jalon majeur dans l’inflexion de carrière que cela lui permet 

d’envisager : en novembre, elle sera Carmen à Trévise.  

  

Pourquoi délaissez-vous le répertoire baroque où vous vous étiez illustrée ?  

Ma voix change. Je me suis rendu compte que les emplois graves où l’on me distribuait dans le 

répertoire baroque étaient mauvais pour ma voix. J’ai adoré travailler avec Christophe Rousset ou 

Fabio Biondi. Mais vocalement, cela ne m’a pas réussi. Ma voix se trouvait décalée, comme aigrie.  

 

Vers quel type de rôles pensez-vous évoluer maintenant ?  

Je dois dire qu’évoluer n’est pas facile. Non pour des raisons vocales, mais en raison de la vision 

qu’ont de vous les professionnels et le public. Je me sens fortement étiquetée « baroqueuse ». Je 

voudrais sincèrement échapper à cette classification, qui n’est pas exacte. Mais c’est difficile. Raison 

sans doute pour laquelle ma carrière aujourd’hui est essentiellement italienne. Pour répondre à votre 

question, disons que je me sens bien dans le contraltino rossinien, comme Cenerentola, Rosina, la 

Donna del Lago – œuvres que je chante beaucoup. Dorabella me va très bien. Je l’ai abordée il y a 

dix ans, et il n’est pas une année sans que j’y revienne.  

 

Au-delà des enjeux vocaux, c’est tout un changement d’esthétique qui s’impose à vous. 

En effet, on ne m’attend pas dans les rôles et chez les compositeurs vers lesquels je me dirige. On se 

dit : elle va les faire « baroqueux ». J’ai pourtant démontré, je crois, que je peux et que je sais chanter 

Bellini, Donizetti et même Il Crociatto in Egitto de Meyerbeer et Dulcinée dans le Don Quichotte de 

Massenet ! Je compte franchir un pas décisif avec cette Carmen à venir à Trévise !  

 

Carmen qui possèdera sans doute cet impact physique qu’on vous a vu dans Dorabella… 

Ce qui me plaît dans ce type de répertoire, c’est précisément l’engagement physique qu’il requiert. 

Dans le répertoire baroque, il y a toujours quelque chose de très stylisé qui freine le corps. Or j’adore 

incarner au sens propre du terme. Disons que je tenterai de donner à cette Carmen le plus de 

présence physique possible.  

 

Qu’aimeriez-vous qu’on vous propose ?  

Définitivement, Adalgisa et Roméo. C’est mon rêve. Cela achèverait, je crois, la métamorphose : 

j’aurais accompli ma mue ! 

 




Una voce poco fa.. par Renzo Bellardone 5.10.2010

Quando si è resa conto del dono vocale che possiede? Ed ha scoperto Lei di possedere questa voce oppure è stata individuata da qualche familiare o da qualche insegnante?


Fin da piccolissima sono stata attratta da ogni tipo di musica...in famiglia nessuno era musicista ,ma mio padre era un grande appassionato della canzone italiana...storica. C'erano sempre dischi in casa ed a volte anche arie d'opera. Sono stata "spinta " da lui ad iniziare con la musica (pianoforte ) fin dall'età di 6 anni...forse perchè aveva capito che avevo un dono speciale? In quel periodo ho anche fatto parte di un coro polifonico...sacro e profano(facevamo anche i canti popolari della tradizione senese)...ed in breve fui scelta per fare la solista.... Mano a mano che crescevo, molte persone, dopo avermi sentita nei concerti locali dove mi esibivo con brani solistici, mi hanno consigliato di studiare canto (colpiti dalla sicurezza della mia voce)...ma io non volevo assolutamente: ero una pianista snob, convinta che i cantanti non fossero veri musicisti. Finite le scuole superiori e dato il mio diploma di pianoforte, un po' per scherzo ho iniziato a prendere lezioni di canto da un'insegnante polacca che vive a Siena. Mi interessava la liederistica...ed un po' il barocco....niente vero melodramma!!! Da lì a passare ad adorare Mozart...Monteverdi...Rossini ..Haendel...non so come spiegarlo! Ma è successo. Quindi mi sono gettata nello studio, nei corsi alla Chigiana, nei concorsi...fino ad andare a Monaco di Baviera per una Meisterklasse di due anni con specializzazione in oratorio e lieder.... Vinti i primi concorsi....debuttato a Treviso...presa fissa a Bonn da Giancarlo del Monaco allora sovrintendente ...e sono partita!

Pensando ai prediletti ruoli mozartiani e rossiniani ed alla passione "francese"come pensa di sviluppare il suo futuro artistico?
Sinceramente io sono davvero innamorata di questo repertorio...non considerandomi assolutamente una specialista ne' mozartiana, ne' rossiniana, ne' barocca....so solo che non potrei abbandonare i ruoli con i quali sono cresciuta...diciamo che non mi sono assolutamente venuti a noia ed ogni volta che li affronto scopro nuove sorprese e possibilita'. Affrontando nuovi ruoli come Dulcinea,Charlotte,Carmen...oppur avvicinandomi ai mostri sacri come Adalgisa o Romeo...e scoprendo ruoli come Elisabetta, Giovanna Seymour ... Non ho mai pensato di abbandonare il mio Mozart ed anzi quando vi ritorno mi trovo maturata e sorpresa dalla perfezione di questo compositore! Insomma non potrei mai specializzarmi...forse è dovuto alla mia formazione musicale ma io ho bisogno di tutta la musica!!o Ovviamente fin dove la mia voce lo permette!!!!!!!!Per ora mi fermo qui.

Parlando ancora del suo futuro, Vienna e Napoli sono le due tappe che concludono il 2010, che parallelismi individua ?

Il mio prossimo debutto è a Vienna..alla Staatsoper ...debutto nel teatro e nel ruolo: Maffio Orsini nella Lucrezia Borgia....Un ruolo che ho piu' volte rifiutato perchè un po' troppo grave...ma studiandolo mi ci sto trovando bene! Poi concludo l'anno tornando al mio adorato Pergolesi: quest'estate ho cantato il Flaminio ed a Napoli riprendo l'Olimpiade...il ruolo di Licida che avevo interpretato vari anni fa al festival di Jesi......Quindi appunto...dopo un nuovo ruolo di Donizetti ,un ritorno al barocco.....così è la mia vita.

Le va di raccontarci qualcosa di particolare che ha caratterizzato il suo percorso artistico?

E' proprio questa assenza di ovvieta' che ha caratterizzato il mio percorso artistico.... ma una ricerca continua...un non considerarmi mai abbastanza pronta o preparata... una voglia di scoprire ruoli ed autori, un bisogno di tornare indietro...Un percorso sempre difficile e mai scontato.

Una domanda personale : se dovesse ricominciare tutto daccapo.....lo rifarebbe ?
Sì, certo che lo rifarei... magari non farei alcuni errori di gioventu'...come per esempio il non aver saputo approfittare di alcune opportunita'..oppure di non aver cantato abbastanza bene in alcune occasioni importanti...Insomma rifarei tutto ...ma meglio!

Signora Polverelli, grazie per l'intervista concessa ed "in bocca al lupo" per tutto !